giovedì 22 maggio 2014

Boulder..

Uno dei tantissimi boulder nel bellissimo bosco
a Sassofortino, Roccastrada (GR)
- la parola boulder deriva da quella svedese bullersten che significa "pietra rumorosa" ed è passata all'inglese col significato di "grosso masso roccioso";
- anticamente in alcuni culti venivano scavati e usati come sarcofagi (massi avelli);
- è il nome di alcune cittadine e contee negli Stati Uniti situate in zone rocciose (ad esempio in Colorado, Montana e Utah);
- quelli che non hanno avuto origine da evidenti frane o fenomeni simili sono massi erratici, chiamati anche "massi delle streghe"; 
- fu in ingegnere svizzero, Ignaz Venetz, che nel 1821 capì e studiò la loro origine (cioè che sono le tracce più evidenti di antiche morene formate da ghiacciai scomparsi);
- il bouldering è una disciplina dell'arrampicata sportiva nata negli anni '70, prevede l'arrampicata di grossi rocciosi naturali (o artificiali) non superiori ai circa 7 metri di altezza. La sicurezza è garantita a terra da crash pads e paratori;
- uno dei primi precursori di questo sport fu l'inglese Oscar Eckenstein (1859 – 1921);
- se prima il bouldering veniva considerato come una sorta di allenamento per alpinisti, dagli anni '30 Pierre Allain (1904 - 2000) cominciò a praticarlo a Fontainebleau (Francia) come disciplina fine a se stessa;
- da alcuni anni prolifera quello che viene chiamato buildering (dalla parola inglese building), disciplina che prevede il bouldering su strutture artificiali quali edifici, ponti, tunnel, monumenti, ecc. cosa che avviene in tutte le manifestazioni street boulder.

martedì 20 maggio 2014

Il mio primo psicobloc

Ciarlz: psicobloc in Sardegna
"Una gran figata! Te la fai sotto fin dall'inizio perchè già sai che prima o poi dovrai buttarti, ma presa dopo presa pensi solo alla parete. Poi però quando arrivi al punto che dici "'uncen'hoppiù.." (e in strapiombo per fortuna arriva abbastanza presto) fai mente locale e pensi "vabbuò ora mi tuffo"... invece sei lì che striGNi l'impossibile perchè ti rendi conto che sotto l'acqua non è proprio vicina... poi ti fai coraggio: molli tutto e mentre cadi pensi: 

"ma l'acqua.. quando cazzo arriva...?"

Questa è stata la mia prima esperienza, qualche anno fa in una bellissima scogliera della Sardegna dalle parti di Cala Luna (NU).

lunedì 12 maggio 2014

Le scarpette d'arrampicata molto strette sono davvero un vantaggio?


Ho trovato un articolo molto interessante su una questione vecchia quasi quanto l'arrampicata stessa. Ecco qui sotto i punti salienti liberamente tradotti.

"Ad un certo punto nel corso della storia di arrampicata l'idea di equiparare le scarpe strette con prestazioni superiori divenne una verità tanto inoppugnabile quanto il granito di El Cap. [...]

Calli. Compressione di nervi o dei vasi sanguigni (che causano quella sensazione di formicolio che si sente dopo essersi infilati in un paio di scarpette nuove e strette ). Alluce valgo (quando l'alluce si angola verso l'interno). Questi sono solo alcuni dei problemi connessi con l'indossare scarpette troppo strette.

Uno studio del 1998 pubblicato sul Journal of American Podiatric Medicine Association ha esaminato 104 climbers e ha scoperto che l'81% di loro soffre dolore acuto o cronico durante o dopo l'arrampicata . [...]

Ci sono altri problemi relativi all'indossare calzature troppo strette. Quando le dita sono tenute unite tutte insieme - come avviene nelle scarpette - è più difficile per il piede e la caviglia assorbire l'impatto di una caduta . [...]

Un altro problema è che le scarpette di arrampicata strette avranno un impatto nello sviluppo del piede di un bambino. [...]

La mia teoria circa l'origine della cultura delle scarpette strette è che sia dovuta al fatto che le prime serie erano così mal progettate che i climbers sottodimensionavano le taglie al fine di compensare per quello che era, in sostanza, una calzata non idonea.

In realtà ci sono molte poche prove per sostenere l'idea che le scarpe superstrette aumentino le prestazioni. Da poco ho finito di recensire 21 nuove scarpette del 2014. A questo punto, ho provato più della metà delle scarpette sul mercato. [...]

Se dovessi generalizzare su ciò che ho scoperto potrei dire che più è rigida la scarpetta e più è probabile che crei disagio, soprattutto quando è anche un po' troppo aderente. Viceversa, più è morbida la scarpetta e più è probabile che sia comoda, anche se è abbastanza aderente. Ovviamente, l'arte della produzione gioca un ruolo enorme nella ricerca di questo equilibrio morbidezza / rigidità, per non parlare della possibilità di non lasciare spazio vuoto nella scarpa senza renderla troppo dolorosa da indossare .

[...]

In tutti i casi un ottimo design ad alte prestazioni accoppiato con la giusta taglia, creerà una situazione ideale per arrampicare al meglio, senza danneggiare i vostri piedi. Con quasi 150 scarpe diverse oggi sul mercato, le probabilità di trovare una scarpa che si adatti al vostro piede sono piuttosto buone. Detto questo, di tutte le scarpe che ho provato, ce ne sono solo alcune che ritengo giuste per me. Se state cercando la scarpetta giusta, ricordatevi che la strettezza che va a compensare una cattiva progettazione e/o calzata non solo non aiuterà la vostra scalata, ma finirà per fare danni permanenti ai piedi.

Andate per forma. Oltre al marchio. Oltre alle recensioni. Oltre a ciò che gli altri dicono. Oltre a ciò che indossano gli atleti famosi. E assicuratevi che la calzata sia comoda. Se sentite dolore dopo un tiro, dovreste passare ad una taglia più grande o passare ad un modello diverso."


Qui trovare l'articolo completo e originale (in inglese) di Andrew Bisharat